01Il contesto
Il settore agricolo genera più dati che mai.
Stazioni meteo, sensori, analisi di laboratorio, quaderni di campagna, fatture, listini. Il dato non manca: manca il momento in cui qualcuno lo guarda e decide. Nella maggior parte delle aziende quel momento arriva a fine annata, quando la campagna è già chiusa e le correzioni possibili sono finite. E quando arriva, spesso il dato non si trova più: è rimasto su un quaderno in magazzino o nella testa di chi quel giorno era in campo.
In campo
Qualunque coltura
Vigneti, oliveti, frutteti, seminativi, orticole: parcelle, quaderno di campagna, irrigazione, trattamenti, magazzino e costi si registrano allo stesso modo, qualunque cosa cresca in parcella.
In trasformazione
Oggi il vino, poi altre filiere
Della trasformazione oggi seguiamo la cantina: recipienti, lotti, blend e tracciabilità dalla vendemmia alla bottiglia. È la prima filiera agroindustriale che seguiamo, non l'unica. Chi non trasforma non la attiva e non la paga.
Le sfide tipiche
01Dati dispersi
Quaderni di carta, fogli Excel e app che non si parlano fra loro.
02Decisioni a stima
Si tratta e si irriga per abitudine o per calendario, non per modello.
03Campo e conti separati
Nessuno collega l'attività fatta in parcella con quanto è costata.
04Costi in ritardo
Il costo di un'attività si conosce quando non si può più correggere.
05Conformità all'ultimo
Il registro dei trattamenti si compila di corsa, prima del controllo.
06Sapere in una sola testa
Come si è sempre fatto non è scritto da nessuna parte: processi e dettagli sono conoscenza di una persona sola.
Avere più dati non significa decidere meglio. Ciò che conta sono le informazioni giuste al momento giusto, in mano a chi quel giorno deve decidere.